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''Tutti sapranno che lì è stato ucciso Marco da persone che dicevano di amarlo''

CASO VANNINI. Lo dice mamma Marina nel raccontare il motivo che l’ha spinta a volere la targa commemorativa in via Alcide De Gasperi che verrà svelata domani alle 16 alla presenza del sindaco Grando. Papà Valerio: «Ero sempre felice di fare qualcosa per mio figlio ora purtroppo lo faccio in suo ricordo»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI. «La targa l’ho voluta perché tempo fa è stata strappata dai Ciontoli la foto di mio figlio messa con un mazzo di fiori su un  palo, posizionato all’estremità del marciapiede, nei pressi della loro villetta.  Il fatto mi ha amareggiato tanto perché mio figlio è morto comunque per mano loro, persone peraltro che dicevano di amarlo. Che fastidio poteva dare una foto e dei fiori su un palo della luce in ricordo di Marco? Così mi sono rivolta al sindaco Grando per chiedergli se era possibile mettere una targa su quella strada (via Alcide De Gasperi). Il sindaco mi ha messo in contatto con l’assessora Veronica De Santis. Lei è stata molto gentile e mi ha detto che era intenzione dell’Amministrazione dedicare a mio figlio i giardini ma risposi: Voi fate quello  che preferite ma questa è una cosa che voglio con tutta me stessa. La mia richiesta è stata accolta e avuti i permessi insieme ai miei familiari abbiamo pensato come farla. Sono molto soddisfatta e finalmente domani ci sarà la cerimonia commemorativa. Tutti quelli che passeranno su quella via sapranno che lì è stato ucciso un ragazzo di vent’anni per mano di persone che dicevano di amarlo». (agg. 28/09 ore 9.30) segue

LA TARGA. Marina Conte, mamma di Marco Vannini, come al solito, decisa e determinata, racconta la motivazione che l’ha spinta a volere a tutti i costi una targa commemorativa in quella via. La profanazione del ricordo di Marco da parte dei Ciontoli l’ha veramente sconvolta e ha creato in lei  un vuoto incolmabile. A suo tempo mamma Marina in una intervista rilasciata al nostro quotidiano, ha detto:  «Non è la prima volta che il posto viene profanato, di preciso non so quante volte, ma sicuro almeno tre o quattro. Questa volta però potrebbe essere diverso, perché sembrerebbe, da quanto mi è stato riferito, che a farlo siano stati Antonio Ciontoli e la moglie. Io non so che cosa gli possa aver fatto mio figlio per meritare tanto. Ho passato una giornata che mi ha devastato. Solo a ripensarci mi ribolle il sangue. Mi sono alterata. È qualcosa più forte di me. Perché se la devono prendere con mio figlio? Che gli ha fatto quel ragazzo? Se hanno qualcosa da dire la dicano a me. Marco non ha nessuna colpa. Hanno voluto loro che Marco morisse. Se fosse stato soccorso sarebbe oggi ancora in vita». 

E così con questo stato d’animo si rivolge al sindaco Grando per chiedergli il permesso di mettere una targa in quella via, che anche in questa occasione ha dimostrato tutta la sua sensibilità: un modo per far sentire l’amore e la solidarietà di tutta la cittadinanza ladispolana alla famiglia di Marco. 
Per la messa in posa della targa ha contribuito tutta la famiglia. La targa è stata fatta dal marmista, le parole da incidere sono state decise dai familiari: mamma Marina, papà Valerio e gli zii (Anna, sorella di Marina, e suo marito Roberto Carlini). Papà Valerio poi è quello che si è adoperato per la realizzazione del palo, ossia del supporto in lega di metallo che dovrà sostenere la targa. Già sabato scorso è stato fatto lo scavo dove sarà posizionato il palo smontabile alto 2 metri e venti che verrà assemblato sul posto. Va sottolineato che una persona che abita in quella via ha aiutato papà Valerio a fare lo scavo ma ha rifiutato qualsiasi compenso dicendo: «Per Marco questo ed altro». «Come sempre – dice Marina – le persone sono solidali con noi e ci danno la forza per andare avantii”.  Domattina papà Valerio monterà il supporto con la targa che verrà svelata alle 16 alla presenza del sindaco Grando. 
“Sarà una cerimonia molto semplice – dice mamma Marina – solo per ricordare che Marco su quella via è morto. E’ una cosa mia personale. Ho voluto una cosa simbolica che nessuno potrà più rovinare, profanare e levare. Tutti devono sapere cosa è successo su quella strada».(agg. 28/09 ore 10)

"TUTTO QUELLO CHE FACCIO PER MARCO LO FACCIO COL CUORE".  Papà Valerio: «La targa è una cosa che ricorda Marco e per questo molto importante. E’ importante per noi, per la comunità e perché continua a tenere alta l’attenzione su questa vicenda drammatica. E’ importante per ricordare che in quel posto è successa un fatto tremendo, bruttissimo. Secondo me è una cosa molto bella a vedersi. Ho modificato un palo esistente e ho fatto una verniciatura speciale che sono certo piacerà a Marco. Tutto quello che faccio per Marco lo faccio davvero col cuore. Per me, per quanto si può dire, è una gioia fare qualcosa per mio figlio. Purtroppo è una cosa che devo fare in ricordo di mio figlio, non per mio figlio. Questo è tremendo. Però lo faccio, è sempre per lui. Da una parte sono contento, d’altra però si stanno facendo tante cose perché Marco non c’è più. Per questo sono da un lato contento ma dall’altro sono triste e rimango amareggiato. Con Marco ci intendevamo con i gusti e sono sicuro che gli piacerà molto. Ho cercato di farlo nel modo migliore possibile perché anche lui era un precisino», conclude sorridendo soddisfatto. (agg. 28/09 ore 10.30)

(28 Set 2018 - Ore 09:30)

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