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Pascucci tra il vecchio e il nuovo esprime continuità

Il sindaco racconta come opererà con la nuova squadra per restituire la città ai cittadini. Il primo cittadino: «Criticità di routine, continuazione di opere avviate e applicazione del Prg saranno gestite con l’aiuto fattivo di tutti per una migliore qualità della vita»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Alla vigilia della seconda seduta del consiglio comunale si è ritenuto fare al sindaco Pascucci una intervista a tutto tondo sull’inizio di questo nuovo mandato, se vogliamo un po’ scontato, se si va a guardare la strepitosa campagna elettorale che ha condotto e sulla responsabilità che si ha ad essere alla fine risultato l’unico sindaco che ha guidato in questa tornata elettorale, una coalizione di centro-sinistra alla vittoria. Si potrebbe parlare dell’atto di insubordinazione a certi vertici sovracomunali del Partito Democratico che con una lista civica, Futuro Democratico, ha contribuito alla formazione dell’attuale nuova maggioranza con l’elezione di tre consiglieri ma si conviene che determinante è stato l’estro politico del sindaco, la capacità di aggregare forze che interpretavano meglio le nuove istanze e i nuovi bisogni della gente che nonostante un tasso di astensione sempre rilevante ha comunque capito e scelto l’offerta che la tirava maggiormente in causa e che interpretava meglio il suo desiderio di partecipazione. 
Sindaco, quanto trova nuovo o in qualche modo diverso questo secondo mandato rispetto al primo?
«Ancora è un po’ troppo presto per dirlo. Per quanto riguarda le cose che stanno sul tavolo stiamo lavorando sulle emergenze che già conoscevamo, stiamo lavorando intorno a quei progetti da portare avanti avviati durante il primo mandato. C’è da dire che c’è chiaramente un grande segno di continuità».
Lei ha fatto una campagna elettorale travolgente, e di questo le danno atto anche alcuni suoi avversari. Quanto, secondo lei, ha influito per la vittoria avere con lei due componenti nuove rispetto al passato come Futuro Democratico e Noi per Cerveteri?
«In questi giorni tutti si fanno domande su come le cose sarebbero potute andare se avessimo fatto scelte diverse. Io credo ci si debba attenere al fatto che non bisogna fare le previsioni al contrario. Noi dicono siamo l’unica amministrazione di centro sinistra che ha vinto mi dicono addirittura nel Lazio. Io sono l’unico sindaco riconfermato quindi per rispondere penso di dover dire che la nostra campagna elettorale è stata fatta parlando  di tutto quello che abbiamo fatto nei cinque anni precedenti. Siccome il tutto è stato premiato penso che sia stata premiata anche la scelta di far partecipare con la nostra coalizione anche queste due componenti».
Durante lo svolgimento della campagna elettorale è esploso il caso Caerelandia. Al di là delle connotazioni personalistiche che ha assunto, pensa che il problema verrà affrontato e risolto? E se è si, come?
«Il caso Caerelandia è stato nei tempi e nei modi un caso chiaramente strumentalizzato dalla politica nella campagna elettorale, e il primo appunto che faccio e che credo che sia vergognoso strumentalizzare ed usare dei bambini durante una campagna elettorale. Il caso Caerelandia non è legato in nessun modo a decisioni prese dalla nostra amministrazione, anzi tutt’altro. Ci sono delle sentenze che dimostrano che i proprietari non hanno mai adempiuto a degli obblighi convenzionali, non hanno mai ascoltato alle indicazioni che il Comune ha dato in amministrazioni precedenti. Caerelandia è un parco pubblico e continuerà a funzionare forse anche meglio di prima, è un servizio dedicato ai cittadini di Cerveteri. Nel caso è in discussione soltanto quello che dicono i tribunali, e cioè che non è stato gestito secondo le regole durante questo periodo di gestione e sempre i tribunali hanno decretato la decadenza della convenzione. Certo, la dimostrazione che chi lo ha gestito ha una concezione diversa dall’interesse pubblico lo dimostra il fatto che hanno distrutto il parco, che si sono portati via anche cose di interesse pubblico che non dovevano essere portate via perché roba non loro».
Durante la campagna elettorale, il principe Ruspoli ha lamentato come grandi progetti realizzati da grandi personaggi come Quaranta e Portoghesi, siano stati prima approvati e poi lasciati nel cassetto. Lei li tirerà fuori?
«Credo che in democrazia prevalga la scelta dei cittadini. Il progetto Portoghesi è una eredità dei vecchi patti territoriali che col nuovo piano regolatore sono stati annullati e quindi decaduti. L’area della Beca dove è stato concepito il progetto è stata determinata agricola e quindi anche il progetto fatto dal più grande architetto del mondo non si potrà realizzare in area agricola. Quindi non è la qualità del progettista ma la destinazione dell’area che ne impedisce la realizzazione. Per quanto riguarda il progetto di Gianni Quaranta, progetto che ha avuto un primo benestare della mia amministrazione, esso ha trovato dei blocchi della sovraintendenza  ma sono cose che possono superarsi. Questo è un progetto che può essere ripreso e portato avanti se si trovano i giusti accordi su alcune scelte».
Sul piano politico qualcuno dice: ‘‘Non avete più l’alibi del vecchio nel senso che il vecchio non ha fatto, non ha voluto, non ha saputo fare. Ora siete voi il vecchio e ne avete anche incorporato una parte”. Cosa ne pensa?
«Questa affermazione che è stata fatta dal consigliere Ramazzotti al primo consiglio comunale, si riferisce al fatto che loro hanno tentato di attribuirci in questi anni delle frasi del tipo: ‘‘Questa cosa in passato non era stata fatta perché c’eravate voi’’. E’ chiaro che come non potremo più dire che abbiamo dovuto recuperare dei finanziamenti che chi c’era prima di noi aveva perso ora non possiamo dire se qualcosa non va a compimento che è colpa di quelli di prima. Quelli di prima siamo sempre noi e vedremo di portare avanti tutto».
Il problema dei rifiuti esiste. E’ solo un problema di inciviltà o si riconosce anche qualche deficit organizzativo e funzionale all’azienda appaltatrice?
«Sicuramente c’è un problema anche legato alla comunicazione e a degli errori che sono stati commessi. Il problema è anche che nessuno parla degli obiettivi raggiunti. Il 61 per cento del’obiettivo è stato raggiunto in pochi mesi, un record e questo è successo grazie alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno collaborato bene. C’è di contro una piccola fetta di maleducati, e mi auguro che siano nel tempo sempre di meno, che determina il fenomeno che stiamo comunque combattendo.  Perché non è giusto che un cittadino ligio paghi anche per il menefreghista»
Cosa si sente di dire alla popolazione?
«Alla popolazione sento di dire grazie per aver capito che ho chiesto loro aiuto a fare in modo di restituire a loro stessi la città perché non mi stancherò mai di ripeterlo: Il pezzetto di strada davanti a casa vostra, non è del comune ma vostro e come tale dovete curarlo e trattarlo. Solo così otterremo una città più decorosa e più partecipata».

(13 Lug 2017 - Ore 10:30)

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