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Convenzione del ‘91 in contrasto con le leggi

LUNGOMARE. Nuove prese di posizione di due membri dell’opposizione su vizi e procedure.Lamberto Ramazzotti: «Sarebbe una forzatura ispirarsi alla convenzione per l’approvazione del piano integrato». Guido Rossi: «Il comodato d’uso stipulato con l’Ostilia è un atto privato con caratteri di evidente illegittimità» 

di TONI MORETTI

CERVETERI - I fendenti lanciati dall’opposizione  alla maggioranza dopo quanto è successo nell’ultimo consiglio comunale dove si è vista una maggioranza palesemente arroccata a difesa degli interessi della società Ostilia, proprietaria della lottizzazione di Campo di Mare, sono alquanto incisivi e taglienti e alimentano la polemica quasi con cadenza quotidiana. La polemica si snoda in tre canali principali di comunicazione. Il primo, il postulato è il messaggio di Pascucci che si trascina dalla campagna elettorale: «Finalmente avremo un lungomare degno di questo nome frutto della bravura, la nostra, di chi ha partecipato ad un bando regionale, vincendolo,  che prevede un contributo regionale di  790mila euro. I lavori cominceranno a settembre». Questo lo spot che probabilmente è stato determinante  all’enorme consenso che Pascucci ha ricevuto riconsacrandolo sindaco per un secondo mandato. Arriva settembre e nessun cantiere prende forma. La gente è ancora stordita dalle immagini grafiche rappresentanti un lungomare da sogno e comincia a farsi delle domande, e così parte l’offensiva delle opposizioni che nel ricercare le cause del ritardo, mettono in rilievo alcune criticità relative alla parte documentale del bando. Intanto la situazione dell’Ostilia si complica, in quanto come è noto, il depuratore di Campo di Mare, di sua proprietà e al quale dovrebbe ella stessa provvedere al suo buon funzionamento, comincia a fare i capricci non assolvendo il suo compito portando al limite, tutto dovrà essere provato, del disastro ambientale e vista l’inezia dell’Ostilia di fronte al problema, costringe il comune, ad emettere ordinanze sindacali che ignorate, come altre volte e anche per altri motivi accaduto, leggasi l’illuminazione delle strade, ad assumersi l’onere dei lavori con successiva chiamata in danno della proprietaria della lottizzazione. L’opposizione, allarmata dal menefreghismo dell’Ostilia e di un suo stato di insolvenza rilevato da una situazione fallimentare presente in tribunale, comincia a frugare e scopre che: la grande idea di Pascucci è quella, in qualche modo di levare le castagne dal fuoco all’Ostilia. Come? Ispirandosi a qualcosa di già tentato In passato, la famosa convenzione Ostilia del 91, dando per scontato che gli abusi sentenziati dal TAR possano essere ammessi in sanatoria, questione controversa per la natura degli stessi. Infatti c’è chi li vuole urbanistici e quindi insanabili, come con autorevoli pareri ha documentato il Principe Sforza Ruspoli che con il suo memoriale dal titolo “Lo Scandalo Ostilia” ha inondato redazioni giornalistiche e Procure delle varie corti espressione dei massimi poteri dello Stato e chi invece, come Pascucci, li vuole di tipo edilizio, in mancanza, come lui sostiene di una sentenza specifica e non ritenendo di assumerne altre come assimilabile. La possibilità di essere ammessi in sanatoria, da la possibilità a questa giunta di deliberare una perimetrazione ed un piano integrato che preveda ulteriori 266mila metri cubi di costruzioni. Così, quarant’anni di dispute finirebbero a tarallucci e vino con un premio a chi in questi quarant’anni non ha avuto rispetto per le Istituzioni usando tecniche da taglieggio, per i cittadini, facendogli patire sete, degrado ed insicurezza, con un incremento del valore di terreni che diventando all’improvviso aree fabbricabili, la salvano con ogni probabilità dal fallimento. E scavando ancora, l’opposizione denuncia un altro presunto tentativo di colpo di mano a vantaggio dell’Ostilia. 
Le irregolarità dei documenti presentati per il bando che finanzierebbe il lungomare, contenute nel contratto di comodato d’uso come sostiene l’ex sindaco Guido Rossi andrebbero a favore poi dell’Ostilia qualora a cose fatte dovesse rivelarsi l’errore di forma che lo renderebbe illegittimo allo scopo. Lamberto Ramazzotti invece dice che la Regione farebbe una forzatura ad ispirarsi alla convenzione del ‘91 per l’approvazione del piano integrato  che prevede la concessione in sanatoria delle opere abusive in quanto la Regione stessa ha già risposto a suo tempo sfavorevolmente inibendogli ogni possibilità di sanatoria.  

Ecco la risposta della Regione al Comune di Cerveteri sulla Convenzione del 1991con Ostilia

CERVETERI - Ecco la risposta del dirigente del settore dell’Assessorato Urbanistica e Casa della Regione Lazio al Comune di Cerveteri datata 21 ottobre del 1996 avente ad oggetto la Convenzione urbanistica Soc. Ostilia – Delibera consiliare n. 100 del 5/8/1991. «Si restituisce la convenzione inviata allo scrivente Settore, non si sa a quale titolo né per quali adempimenti. Dalla lettura della delibera sembrerebbe che con questa vengano autorizzate concessioni edilizie in sanatoria all’interno del comprensorio Campo di Mare. Tale procedura è da ritenersi in contrasto con le previsioni di legge, trattandosi di costruzioni abusive ricadenti in una lottizzazione della quale non risulta indicata la destinazione di P.R.G. Al riguardo si fa presente che, qualora la destinazione urbanistica fosse compatibile con la destinazione residenziale privata, attuabile attraverso una lottizzazione convenzionata, la sanatoria delle costruzioni abusive potrà avvenire ai sensi dell’art.35 della L. 47/85, subordinatamente all’impegno degli abusivi di partecipare pro quota agli oneri di urbanizzazione del comprensorio, fatte salve le prescrizioni di cui alla L.R. 30/74 e successive modifiche».

 

(13 Feb 2018 - Ore 14:55)

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